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La posa in opera delle pavimentazioni

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La posa in opera delle pavimentazioni

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La posa in opera delle pavimentazioni può essere molto diversa a seconda del materiale e del formato su cui è ricaduta la scelta dei proprietari. Come scopriremo alla fine di questo articolo anche i prezzi hanno una grande variabilità.

Una certa disposizione dei listoni e delle piastrelle è utile a conferire uno stile piuttosto che un altro, a valorizzare le fonti di luce naturale e a modificare la percezione dello spazio: zone di passaggio troppo strette verranno esteticamente “allargate” da uno schema di posa ad hoc e ambienti ampi potranno essere delimitati e regolarizzati con geometrie studiate a tavolino.

Ma anche l’esecuzione materiale fa la differenza: a seconda dell’installazione scelta, come anche in base al sottofondo (esistente o realizzato per l’occasione) e alla tecnica si otterranno risultati distinti. Alcuni pavimenti più di altri hanno per esempio bisogno di un buon isolante, indispensabile per l’insonorizzazione e per proteggere dall’umidità. I soggetti allergici potrebbero soffrire di disturbi in caso di utilizzo di materiali particolari. Anche di questi (e di molti altri) aspetti bisogna tenere conto quando ci si prepara a ristrutturare i pavimenti di casa propria.

Ecco perché il consiglio più utile e importante resta sempre lo stesso: rivolgersi ad un professionista. È infatti piuttosto raro aver acquisito nel corso della propria vita tanto le competenze necessarie durante la delicata fase progettuale quanto la manualità indispensabile per questa lavorazione.

La posa in opera delle pavimentazioni richiede, in particolare, abilità di preparazione del sottofondo e composizione dei materiali incollanti, capacità di posizionamento dei giunti, gestione dei dislivelli, battitura, rispetto dei tempi di essiccazione, ecc. ecc.

Affidando sia la progettazione che la posa ad un gruppo costituito da più professionisti specializzati nei vari campi si ottengono ottimi esiti e la garanzia di un risultato coincidente con le idee e le ispirazioni iniziali.

Posa dritta o posa diagonale?

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È uno dei dilemmi che affligge tanti proprietari che si rivolgono a noi per ristrutturare il proprio appartamento e la risposta è (come spesso succede): dipende.

La posa dritta è semplice e minimale, ben si adatta a contesti moderni dove la linearità negli arredi e nelle altre scelte architettoniche o strutturali sposta l’attenzione proprio sulla bellezza della piastrella o del listone. Se si scelgono listoni rettangolari la posa dritta allunga gli spazi. Collocati in modo perpendicolare rispetto la fonte di luce (finestra o balcone), conferiscono una grande luminosità all’ambiente. Questa posa è però sconsigliata quando l’immobile presenta problemi di fuori squadro.

La posa diagonale, all’opposto, è l’ideale per mascherare i problemi di fuori squadro ed è stilisticamente gradevole sia in ambienti storici e classici che contemporanei.

La posa in opera delle pavimentazioni include però diversi altri schemi, più elaborati e che offrono risultati fuori dal comune. Per un consiglio personalizzato prenotate una chiamata gratuita con uno dei consulenti di Gruppo Abitiamo.

La posa del gres porcellanato

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Il gres porcellanato si trova in commercio in un’ampia varietà di piastrelle, di forme e spessori diversi. La tecnica di posa del gres porcellanato può essere continua, mista, a quadri, geometrica, ad incastro, a scacchiera ma anche particolarmente creativa. Solo un bravo progettista vi saprà proporre soluzioni fantasiose, compatibili con le vostre esigenze ma adatte anche al formato scelto.

Se si utilizza la malta cementizia le piastrelle saranno calpestabili dopo 3 o 4 giorni, tempo necessario all’asciugatura e all’assorbimento dell’umidità (ma il processo può essere accelerato ricoprendo il pavimento appena posato con della segatura).

La posa del gres porcellanato con collanti è invece più veloce e precisa. Il gres porcellanato può essere posato anche su un massetto radiante, ovvero con sistema di raffrescamento e riscaldamento a pavimento.

La posa del cotto

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I pavimenti in cotto hanno un fascino rustico inimitabile, che ricorda le antiche case di campagna ma sta benissimo anche se associato a elementi d’arredo moderni.

La lavorazione può essere di tipo artigianale, con formelle materiche che danno vita ad una fuga abbastanza larga oppure di tipo industriale, con mattonelle che conservano un aspetto ruvido ma che hanno anche caratteristiche di resistenza e assorbimento più simili alle piastrelle moderne.

Le formelle sono generalmente quadrate, di misura 30×30, ma se ne trovano anche esagonali e rettangolari.

La posa in opera di queste pavimentazioni è variabile e dà luogo ad effetti decorativi di grande impatto, diversi a seconda della forma della mattonella, che può essere posata lineare a correre o sfalsata, a spina di pesce o in diagonale.

La posa del parquet

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La posa in opera delle pavimentazioni in parquet permette di ottenere esiti particolarmente scenografici combinando formati e schemi di posa. Lo schema più classico è diritto e accostato, ideale per far esaltare nodi e variazioni del legno scelto.

La così detta posa a “tolda di nave” è frequentemente associata a listoni di dimensioni generose. La spina italiana aiuta a far percepire lo spazio come più ampio mentre la spina ungherese, più complessa e più costosa, da sempre associata alle dimore nobiliari, conferisce prestigio. Altre soluzioni sono le pose a intreccio, a cubo e a canestro che offrono disegni tridimensionali e particolarmente moderni.

Il metodo di posa a colla è l’unica scelta nel caso si utilizzino listoni di piccole dimensioni, altrimenti resta l’alternativa della posa flottante che non sciupa il sottofondo e permette di smontare e riutilizzare il parquet.

A quale prezzo? Il costo di rifacimento del pavimento

Il costo di rifacimento di un pavimento dipende da molte variabili. Una delle principali è dovuta, com’è logico intuire, alla necessità di demolire o conservare la pavimentazione preesistente.

Negli immobili più vecchi l’ispezione del massetto permette di valutare anche lo stato degli impianti, poiché le tubazioni passano proprio lì sotto: se gli impianti sono obsoleti l’occasione potrebbe essere ghiotta per cambiarli! Occorre anche considerare che un pavimento sovrapposto al precedente ne eredita in genere i difetti.

Una volta concluse le considerazioni su questo punto entrano in gioco altre scelte: i materiali, lo stile e la tecnica di posa (la messa in opera di alcune pavimentazioni è più complessa e più costosa), la metratura da coprire, la successiva ed eventuale lucidatura.

Insomma è molto difficile farsi un’idea leggendo un articolo come questo, per una stima precisa occorre chiedere un preventivo ad un’azienda specializzata come Gruppo Abitiamo.

Naturalmente siamo a vostra disposizione per un consulto gratuito e senza alcun impegno, vi basta venirci a trovare in sede, in via Eschilo 74, a Roma oppure inviarci un messaggio o, ancora, chiamare al nostro numero verde.

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