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Risposta alle domande comuni sul rifacimento dell’impianto idraulico

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Risposta alle domande comuni sul rifacimento dell’impianto idraulico

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Se avete acquistato una casa da ristrutturare probabilmente dovrete fare i conti anche con il rifacimento dell’impianto idraulico, spesso troppo datato e malmesso per potere essere semplicemente “ripristinato”.

Ma tra i nostri lettori c’è anche chi desidera continuare ad abitare nel proprio appartamento e si chiede come rifare l’impianto idraulico senza rompere il pavimento e i muri, evitando di trasformare la casa in un cantiere rumoroso e polveroso. Questa necessità può sorgere a causa di difetti di progettazione, della cattiva esecuzione di precedenti lavori o dell’usura dell’impianto, che causa perdite o altri malfunzionamenti.

In questo articolo cercheremo di rispondere alle domande più frequenti sul rifacimento dell’impianto idraulico, inclusa quella che, forse, sta più a cuore a chi è in procinto di ristrutturare il bagno: quali costi bisogna aspettarsi? Ha senso rifare l’impianto idraulico al di fuori di una ristrutturazione complessiva del bagno?

Rifacimento dell’impianto idraulico: la parola agli esperti di Gruppo Abitiamo

L’impianto idraulico gestisce tutta l’acqua che viene utilizzata all’interno di un immobile e comprende quindi sia i tubi di adduzione, che portano acqua all’interno, che i tubi di scarico, che trasportano l’acqua sporca o saponata nelle fognature.

Secondo le normative più recenti l’impianto deve essere ben coibentato, con tubazioni di un certo diametro. Se state ristrutturando, la ditta che si occupa del rifacimento dell’impianto idraulico deve quindi verificare che lo spessore delle pareti e dei massetti del pavimento sia sufficiente.

Una buona lavorazione si vede infatti fin dal momento in cui si realizza il progetto di ristrutturazione del bagno, il quale deve tenere conto delle pendenze e dei punti di passaggio dei tubi: queste scelte di base sono il punto di partenza per individuare i punti in cui saranno realizzate le tracce.

La progettazione necessaria per il rifacimento dell’impianto idraulico è compito dell’impresa di ristrutturazione e non dell’idraulico.

Noi di Gruppo Abitiamo abbiamo seguito centinaia di ristrutturazioni nelle quali l’impianto idraulico è stato rifatto ex novo o solo in parte. In genere i nostri clienti ci chiedono di ristrutturare il bagno completamente: questa scelta è dettata dal buon senso e dal calcolo dei costi. A conti fatti è infatti più conveniente rifare tutto insieme, provvedendo anche alla sostituzione dei sanitari, all’ammodernamento e alla messa in sicurezza dell’impianto elettrico e alla posa di nuovi pavimenti e nuovi rivestimenti.

L’impianto idraulico del bagno, inoltre, è collegato anche a quello della cucina e della lavanderia e si presuppone che l’intervento debba essere esteso all’intera rete e beneficiare di una regia complessiva, con un coordinamento di tutte le professionalità e le maestranze coinvolte.

Poiché ci occupiamo di ristrutturazioni chiavi in mano in tutta Italia, rivolgersi a noi significa semplificare la ristrutturazione: l’organizzazione delle attività di progettista, muratori, idraulici, piastrellisti e altri artigiani è infatti fondamentale per la buona riuscita dell’impresa.

Chiediamo sempre il massimo ai professionisti e ai tecnici che collaborano con noi e possiamo infatti garantire il rispetto dei tempi di realizzazione e consegna.

I nostri esperti nella ristrutturazione dei bagni ci hanno aiutato a rispondere ad alcune domande abbastanza comuni. Se però ne avete altre potete prenotare una consulenza telefonica gratuita con un nostro consulente.

Il rifacimento dell’impianto idraulico è sempre necessario?

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In genere le abitazioni più vecchie di 20 anni necessitano di un rifacimento completo dell’impianto. Tubazioni in ferro o piombo possono essere pericolose per la salute se lasciate arrugginire e causano infiltrazioni e perdita di calore verso i muri e i massetti. Anche l’acqua troppo calcarea può creare problemi perché intasa le tubature.

Quando si acquista una casa da ristrutturare l’analisi dello stato delle cose è obbligatoria e sarà utile a capire se l’impianto dovrà essere ristrutturato interamente o parzialmente.

Resta inteso che un intervento parziale, limitato per esempio al solo punto in cui si è verificata una perdita è una soluzione temporanea, che può sfociare nella necessità di interventi futuri più significativi.

Come anticipato, inoltre, il rifacimento dell’impianto idraulico è più correttamente da intendersi come parte di un tutto: la qualità della realizzazione e la soddisfazione dei proprietari aumentano quando il progetto si estende all’intera rete idraulica e i lavori sono coordinati e armonizzati nelle tempistiche.

Si può rifare l’impianto idraulico senza rompere il pavimento e i muri?

Negli ultimi anni si è spesso parlato di “relining” o “risanamento”, riferendosi al rifacimento dell’impianto idraulico senza demolizione di pavimenti e opere murarie. Si tratta di una tecnica che sfrutta gli accessi preesistenti alle tubature per applicare all’interno dei vecchi tubi un materiale plastico composito, che si indurisce velocemente e forma a tutti gli effetti un nuovo tubo.

Per individuare i punti problematici si utilizza una piccola videocamera, introdotta nell’impianto idraulico dopo aver smontato un sanitario. Il vantaggio consiste ovviamente nell’assenza di macerie e costi di demolizione. Il relining inoltre aumenta la portata idrica perché diminuisce la rugosità della superfice interna dei tubi.

Se siete amanti dello stile industriale potete scegliere di installare le tubature lasciandole a vista: è un intervento poco invasivo, rapido, che produce meno sporco, ideale in immobili d’epoca nei quali si vogliono mantenere inalterate le strutture murarie. Si tratta di una scelta decorativa che richiede tubi belli da vedere, in rame o acciaio, che saranno anche più facilmente accessibili per la manutenzione.

Quali sono i costi degli impianti idraulici?

Com’è facile comprendere sono molte le variabili che entrano in gioco nel rifacimento di un impianto idraulico ed è dunque difficile indicare un prezzo che valga per tutti. Una stima orientativa delle spese di demolizione oscilla tra i 20 €/metro quadro (demolizione di intonaco e piastrelle) e i 50 €/pezzo (rimozione e smaltimento di tubazioni, sanitari e rubinetterie).

La realizzazione di nuovi impianti idraulici ha poi costi di realizzazione: per le opere murarie si spende tra i 200 € e i 500 €, per il collettore dai 200 € ai 300 €, per le linee di carico e scarico bisogna mettere in conto circa 200 € a punto.

Alcuni costi accessori sono quelli burocratici, tra i 100 € e i 200 €. La ristrutturazione completa del bagno è invece più costosa perché bisogna sommare il prezzo dei rivestimenti, dei sanitari e delle relative lavorazioni.

In conclusione possiamo indicare costi compresi tra i 1.200 € e i 1.700 €/metro quadro.

Quali permessi servono per il rifacimento dell’impianto idraulico?

Occorrerà aprire una pratica di SCIA o CILA. È inoltre necessario il rilascio di un certificato di conformità alla norma di legge da parte dell’azienda installatrice.

Il rifacimento dell’impianto idraulico modifica le condizioni di igiene e salubrità di un immobile e dunque occorre anche segnalare al Comune di appartenenza la nuova agibilità, una volta conclusi i lavori.

Chi si affida a Gruppo Abitiamo non deve però preoccuparsi degli aspetti burocratici in quanto ci occupiamo noi stessi della documentazione, così come dell’avvio delle iniziative per l’accesso ai bonus fiscali di ristrutturazione.

Quali incentivi fiscali sono previsti per il rifacimento dell’impianto idraulico?

Il rifacimento dell’impianto idraulico rientra nel bonus sulla riqualificazione idrica (mentre i piccoli interventi di ristrutturazione del bagno sono di competenza del bonus ristrutturazioni).

Il bonus idrico 2021 è una novità della Legge di Bilancio e riguarda “la sostituzione di sanitari e apparecchi a limitazione di flusso d’acqua su edifici esistenti o parti di questi o su singole unità immobiliari, comprese opere idrauliche e murarie collegate”. Si tratta di un beneficio che sarà disponibile fino ad esaurimento delle risorse: il Fondo per il risparmio di risorse idriche ha attualmente una dotazione di 20 milioni di euro per l’anno 2021.

Il bonus idrico è pari a 1.000 € per ciascun beneficiario.

Cosa si può fare per conservare in buono stato l’impianto idraulico e, in generale, per evitare problemi in futuro?

Alcuni “plus” garantiscono un funzionamento migliore dell’impianto e contribuiscono al buono stato di conservazione delle tubature.

Se l’acqua che raggiunge il vostro appartamento è per esempio troppo calcarea noi consigliamo l’installazione di un addolcitore, ovvero un apparecchio in grado di eliminare calcio, magnesio e metalli attraverso lo scambio ionico delle resine.

Per limitare i danni di una grave e improvvisa perdita d’acqua (capita sempre durante le giornate festive, lo avete notato?) sono utilissime le valvole di intercettazione: si tratta di rubinetti che permettono di chiudere i tubi di adduzione in specifiche parti della casa, in attesa del momento migliore per chiamare un idraulico.

Un riduttore di pressione è invece l’ideale per stabilizzare la pressione dell’acqua in uscita dai rubinetti, evitando schizzi incontrollati e proteggendo l’impianto dai danni che potrebbe altrimenti subire.

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